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Serra S. Quirico (An), Polo Museale S. Lucia
1 marzo – 13 settembre 2009

La prima mostra verde d’Italia, nel borgo medievale
di Serra S. Quirico , gioiello urbanistico nel cuore delle Marche
e sede del Parco naturale Gola della Rossa e di Frasassi

   
 
 
 

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Foto tribuna Chiesa di Santa Lucia - Serra San Quirico (An) tribuna con le opere di Pasqualino Rossi

 

La chiesa e il ciclo di Storie di S. Lucia a Serra San Quirico

Come emerge dai documenti, fin dai tempi pių antichi č possibile attestare il coinvolgimento dei monaci silvestrini nella costruzione e nella gestione della
Chiesa di S. Lucia di Serra San Quirico. La chiesa attuale a un'unica navata fu riedificata nel 1650 in seguito alla sua completa distruzione causata da un terremoto e venne consacrata dal Vescovo di Camerino Cosimo Torelli il 27 ottobre 1726. Fin dal XVII secolo la chiesa risultava la pių ricca e decorata dell'Ordine silvestrino. Le decorazioni della chiesa risalgono alla fine del ‘600; gli altari sono in legno lavorato a diversi disegni con colonne, putti e altre figure con splendide dorature. Sopra gli archi di ciascuna cappella si ammirano le statue delle Virtų. Le sorti della chiesa di S. Lucia sono legate alla committenza dei singoli padri abati.

Il rivestimento ligneo barocco della chiesa fu eseguito da Leonardo Scaglia, lo stesso artista che aveva realizzato il soffitto ligneo a cassettoni dell’Oratorio del Gonfalone di Fabriano, annesso alla chiesa silvestrina di S. Benedetto. Come nella chiesa fabrianese, l’artista profuse nell’interno della chiesa di S. Lucia una decorazione ricca e fantasiosa dando vita a uno straordinario
theatrum virtutum con Virtų, Putti, Gloria d'Angeli con strumenti musicali.

Entrando in chiesa la prima cappella a destra, dedicata all'Assunta, presenta sull’altare un dipinto di
Pasqualino Rossi. In alto sono scolpiti in legno angeli in atto di suonare e cantare.
La seconda cappella, dedicata a
S. Ugo serrano, discepolo di San Silvestro e conprotettore di Serra San Quirico presenta una tela di Giovan Francesco Romanelli ( 1610-1662) raffigurante la Madonna con il Bambino appare a S. Ugo. Interessante notare che i due dipinti laterali raffigurano i due miracoli per cui il santo silvestrino č famoso: S. Ugo in atto di percuotere la pietra dalla quale scaturisce l'acqua che servė ad estinguere la sete dei fedeli; l'altro dipinto raffigura S. Ugo che ammaestra una lupa.

La terza cappella a destra, dedicata alla
Madonna della Misericordia, presenta l'altare pių semplice della chiesa con dorature molto raffinate. Anticamente dedicato a S. Michele Arcangelo, vi era conservata una tela dipinta da Giacinto Brandi (1623-1691), attivo anche per S. Benedetto a Fabriano.
La quarta cappella, la terza a sinistra, dedicata a S. Giuseppe e S. Silvestro, č in perfetto stile barocco come la cappella dell'Assunta, presenta colonne a spirale con attorno dei lavori a fogliame e putti. La tela č opera del
Cavalier d'Arpino. La quinta cappella č dedicata a S. Lucia Vergine e martire, titolare della chiesa. La tela nell’altare raffigura Madonna con S. Caterina e S. Lucia.
La sesta cappella č dedicata alla
Madonna del Carmelo e la tela sull’altare č opera di Pasqualino Rossi. La Compagnia del Carmine esisteva a Serra almeno dal 1609. Nelle pareti laterali vi sono due dipinti raffiguranti S. Agnese e S. Margherita.

Accanto a questa profusione di cappelle laterali, si segnala l’altare maggiore in marmo, ideato dal Padre Abate Mezzalancia nel 1704. Nella tribuna č collocato il ciclo pittorico pių importante di Pasqualino Rossi: le cinque tele rappresentanti le
Storie di S. Lucia. Il ciclo risale probabilmente al 1679-1680.

La Gloria dell’Ordine silvestrino nella volta della tribuna č attribuita a Giuseppe Malatesta di Fabriano. Nei medaglioni sono raffigurati i beati della congregazione silvestrina, forse su disegni del Malatesta.
La chiesa non č solo il prezioso scrigno di tele appartenenti a rinomate “mani”,ma č anche la custodia di un prezioso organo di epoca Barocca: infatti la storia dell’arte organaria si ferma in effetti ad ammirare l’unica testimonianza finora riconosciuta e pienamente funzionante nella nostra regione di questo maestoso organo attribuito al capostipite di una nota famiglia di organari attivi negli anni 1674-1676(periodo di attribuzione dell’organo) Giuseppe Maria Testa che sappiamo aver lavorato in pių occasioni per i padri silvestrini.