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La chiesa e il ciclo di Storie di S. Lucia a Serra San
Quirico
Come emerge dai documenti, fin dai tempi pių antichi č
possibile attestare il coinvolgimento dei monaci silvestrini
nella costruzione e nella gestione della
Chiesa di
S. Lucia di Serra San Quirico.
La chiesa attuale a un'unica navata fu riedificata nel 1650
in seguito alla sua completa distruzione causata da un
terremoto e venne consacrata dal Vescovo di Camerino Cosimo
Torelli il 27 ottobre 1726. Fin dal XVII secolo la chiesa
risultava la pių ricca e decorata dell'Ordine silvestrino.
Le decorazioni della chiesa risalgono alla fine del ‘600;
gli altari sono in legno lavorato a diversi disegni con
colonne, putti e altre figure con splendide dorature. Sopra
gli archi di ciascuna cappella si ammirano le statue delle
Virtų. Le sorti della chiesa di S. Lucia sono legate alla
committenza dei singoli padri abati.
Il rivestimento ligneo barocco della chiesa fu eseguito da
Leonardo Scaglia, lo stesso artista che aveva realizzato il
soffitto ligneo a cassettoni dell’Oratorio del Gonfalone di
Fabriano, annesso alla chiesa silvestrina di S. Benedetto.
Come nella chiesa fabrianese, l’artista profuse nell’interno
della chiesa di S. Lucia una decorazione ricca e fantasiosa
dando vita a uno straordinario
theatrum
virtutum
con Virtų, Putti, Gloria d'Angeli con strumenti musicali.
Entrando
in chiesa la prima cappella a destra, dedicata all'Assunta,
presenta sull’altare un dipinto di
Pasqualino
Rossi.
In alto sono scolpiti in legno angeli in atto di suonare e
cantare.
La seconda cappella, dedicata a
S. Ugo
serrano,
discepolo di San Silvestro e conprotettore di Serra San
Quirico presenta una tela di Giovan Francesco Romanelli
( 1610-1662) raffigurante
la Madonna con
il Bambino
appare a S. Ugo. Interessante notare che i due dipinti
laterali raffigurano i due miracoli per cui il santo
silvestrino č famoso: S. Ugo in atto di percuotere la pietra
dalla quale scaturisce l'acqua che servė ad estinguere la
sete dei fedeli; l'altro dipinto raffigura S.
Ugo che ammaestra una lupa.
La terza cappella a destra, dedicata alla
Madonna della
Misericordia,
presenta l'altare pių semplice della chiesa con dorature
molto raffinate. Anticamente dedicato a S. Michele
Arcangelo, vi era conservata una tela dipinta da
Giacinto
Brandi
(1623-1691), attivo anche per S. Benedetto a Fabriano.
La quarta cappella, la terza a sinistra, dedicata a S.
Giuseppe e S. Silvestro, č in perfetto stile barocco come la
cappella dell'Assunta, presenta colonne a spirale con
attorno dei lavori a fogliame e putti. La tela č opera del
Cavalier d'Arpino.
La quinta cappella č dedicata a S. Lucia Vergine e martire,
titolare della chiesa. La tela nell’altare raffigura
Madonna con
S. Caterina e S. Lucia.
La sesta cappella č dedicata alla
Madonna del
Carmelo
e la tela sull’altare č opera di
Pasqualino Rossi. La
Compagnia del Carmine esisteva a Serra almeno dal 1609.
Nelle pareti laterali vi sono due dipinti raffiguranti S.
Agnese e S. Margherita.
Accanto a questa profusione di cappelle laterali, si
segnala l’altare maggiore in marmo, ideato dal Padre Abate Mezzalancia nel 1704. Nella tribuna č collocato il ciclo
pittorico pių importante di Pasqualino Rossi: le cinque tele
rappresentanti le
Storie di S. Lucia.
Il ciclo risale probabilmente al 1679-1680.
La
Gloria dell’Ordine silvestrino
nella volta della tribuna č attribuita a Giuseppe Malatesta
di Fabriano. Nei medaglioni sono raffigurati i beati della
congregazione silvestrina, forse su disegni del Malatesta.
La chiesa non č solo il prezioso scrigno di tele
appartenenti a rinomate “mani”,ma č anche la custodia di un
prezioso organo di epoca Barocca: infatti la storia dell’arte
organaria si ferma in effetti ad ammirare l’unica testimonianza finora
riconosciuta e pienamente funzionante nella nostra regione
di questo maestoso organo attribuito al capostipite di una
nota famiglia di organari attivi negli anni
1674-1676(periodo di attribuzione dell’organo) Giuseppe
Maria Testa che sappiamo aver lavorato in pių occasioni per
i padri silvestrini. |