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Il Territorio
Parco e Grotte
.
Fabriano
. Jesi .
Anello d'oro
delle abbazie .
Itinerari CIS
Il Parco
Regionale Naturale Gola della Rossa e le Grotte di Frasassi
L'itinerario collega i centri medievali di Serra San Quirico
e di Genga, inoltrandosi nel cuore del Parco regionale
naturale della Gola della Rossa e di Frasassi, attraversando
le spettacolari gole calcaree che danno il nome al parco
stesso. Un viaggio, dunque, alla scoperta di alcune delle
molteplici ricchezze del parco, da quelle
storico-artistiche, a quelle legate alle produzioni
agricole, a quelle, ovviamente, ambientali, in questo caso
scegliendo le splendide Grotte di Frasassi e la meno nota ma
deliziosa Valle Scappuccia, meritevole di grande attenzione.
Serra
S. Quirico
è la porta di accesso al
Parco
Naturale Regionale Gola della Rossa Frasassi
noto per le Grotte di Frasassi, il più grande complesso
carsico d’Europa, scoperto dal C.A.I. di Ancona e aperte al
pubblico dal 1974. Impossibile descriverne l’interno, che la
natura ha modellato nel corso dei millenni prescindendo da
qualsiasi logica. Il percorso turistico si snoda per circa
uno dei venti chilometri esplorati. Alle sale in cui si
articolano le grotte sono stati attribuiti nomi fantasiosi,
suggeriti dalle immagini che le “sculture” calcaree sembrano
evocare.
Usciti dalle Grotte si ritorna nella frazione S. Vittore
dove sono visitabili l’Abbazia di S. Vittore alle Chiuse e
il Museo Speleopaleontologico. Le prime notizie dell'abbazia
risalgono al 1007, questa si trova in una gola montana (da
cui il nome "alle chiuse") a breve distanza dal fiume
Sentino. L'abbazia è uno splendido esempio di romanico
italiano con schema planimetrico a pianta centrale a croce
greca, inscritta in un quadrato dal quale sporgono le cinque
absidi e alla cui sommità si eleva un basso tiburio
ottagonale. All'interno pilastri a base circolare sostengono
archi a tutto sesto. L'esterno è decorato da archetti
pensili e piatte lesene, mentre la facciata è appesantita da
una torre a base rettangolare, che emerge da tutta la
struttura, sicuramente più tarda (secolo XIV) e costruita
chiaramente a scopo difensivo.

A 2,5 km da San Vittore si può salire, attraverso un
sentiero lastricato lungo 500 m,
alla
grotta che ha dato il nome a tutto il complesso ipogeo; al
suo interno nell’Ottocento venne edificato il cosiddetto
“tempietto ottagonale”,
attribuito al grande architetto Valadier.
Proseguendo lungo la Gola di Frasassi, si arriva al castello
di Genga che presenta austeri edifici in pietra calcarea tra
cui si segnala l’imponente palazzo fortificato dei Conti
della Genga. Nel centro storico è allestito il
Museo d’Arte
Sacra
ospitante importanti opere di scuola marchigiana, tra cui un
dossale in terracotta dipinta del '500, un bel trittico di
Antonio da Fabriano, paramenti sacri e reliquiari
appartenuti a “Papa Genga”, Leone XII. Poco a nord del
castello di Genga, è una piccola valle isolata, Valle
Scappuccia, di grande interesse paesaggistico e
naturalistico. L'accesso è costituito da una piccola forra,
altamente suggestiva, scavata da un torrente negli spessi
strati rocciosi. Da qui, un agevole sentiero si inoltra
nella vallecola, risalendo il corso d'acqua. Sullo stesso
versante si osservano scoscese pareti calcaree bizzarramente
modellate dall'erosione.
Informazioni:
www.parcogolarossa.it;
www.frasassi.com |