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La mostra che
Serra San Quirico (An),
nel cuore verde delle Marche, dedica a Pasqualino Rossi,
riscopre un protagonista del barocco italiano il cui nome
era stato cancellato dalla storia ufficiale dell’arte.
Per quasi tre secoli di lui non si è saputo, anzi scritto,
nulla. La sua produzione, proprio per l’alto livello
qualitativo, era “emigrata” verso le più diverse
ed illustri
paternità: Carracci, Correggio, Crespi. Tutt’al più egli
veniva ricordato come uno dei tanti che si erano applicati
alla "pittura di genere" in voga tra Seicento e Settecento.
A ridare luce a questo artista
sarà la mostra
“Pasqualino Rossi. La scoperta di
un protagonista del Barocco”,
curata da Anna Maria Ambrosini Massari e Angelo Mazza,
coordinata da Fabio Marcelli e Marta Paraventi (catalogo
Silvana Editoriale) ed organizzata dal Consorzio Marche
Verdi insieme agli Enti locali promotori. Dopo aver
presentato i grandi soggetti sacri della chiesa di Santa
Lucia, l’esposizione dà conto in modo particolare di
questa produzione di Pasqualino Rossi. Le sue opere “da
cavalletto” sono raffrontate con quelle di altri maestri del
Seicento, dal veneto Pietro Vecchia ad altri dell'ambiente
romano dei Bamboccianti, fino ai modelli di Monsù Bernardo e
di Antonio Amorosi, contemporanei di Pasqualino Rossi, di
Pier Leone Gezzi e, ancora, ma in pieno Settecento, di
Pietro Longhi e di Giuseppe Maria Crespi, artista,
quest'ultimo, frequentemente confuso con il pittore
vicentino.
“Pasqualino Rossi. La
scoperta di un protagonista del Barocco”
si svolgerà nel Polo museale di S. Lucia di Serra San
Quirico (An) dal 1 marzo a 13 settembre.
Sarà la prima “mostra verde”
d’Italia, all'insegna dell'ambiente e dell’uso di materiali
di allestimento eco-sostenibili. |